L’agenzia di rating Fitch declassa Sony e Panasonic

L’agenzia di rating Fitch ha declassato i titoli azionari di Sony e Panasonic etichettandoli come “junk”, principalmente a causa della debolezza registrata dalle due compagnie nei loro core business; ma anche per l’accumulo costante di perdite, nel caso della soni pari a 198 milioni di dollari.

Come ha riportato il Financial Times, l’agenzia Fitch ha declassato il titolo Sony da “BBB –” a “BB –”, proprio nello stesso momento in cui l’azienda nipponica (produttrice della nota console PlayStation e del laptop Vaio) si apprestava a vendere i propri convertible bonds per un valore pari a 1,82 miliardi di dollari. Inoltre, l’abbassamento del rating da parte di Fitch peserà sui credit default swap (CDS) quinquennali aumentandone gli interessi.

Nella medesima situazione si trova il colosso dell’elettronica di consumo Panasonic (passata da “BBB – ” a “BB”), che insieme a Sony registra le peggiori performance nell’indice Nikkei; una condizione resa ancora più difficile dal generale abbassamento del listino giapponese, dovuto alla condizione negativa dello yen. Non è però l’andamento del mercato ad aver deciso delle sorti dei due titoli: secondo Steve Durose di Fitch, infatti, per la Sony e la Panasonic urge “un cambio radicale nelle strutture del business” per poter riemergere dall’attuale declino.

Nel caso di Sony, per esempio, la causa del declassamento è da attribuirsi alla perdita del ruolo di leadership da parte dell’azienda sul mercato internazionale; dove, sul segmento tecnologico, la compagnia nipponica non riesce a tenere il passo con i competitor Samsung e Apple. Inoltre, la “continua debolezza nell’home entertainment e nei prodotti audio e portatili, oltre al segmento comunicazione – si legge nel rapporto dell’agenzia – potrebbero destabilizzare anche gli ambiti musicale e cinematografico, al momento piuttosto in salute, oltre che mettere a rischio l’evoluzione dell’ambito semiconduttori e componenti“.

Anche Standard & Poor’s e Moody’s avevano in precedenza declassato i due titoli, che nei giorni scorsi, hanno anche registrato forti perdite negli scambi sul mercato di Francoforte; d’altro canto lo Chief investment officer della Sumitomo Mitsui Trust Bank, Masahi Oda, ha dichiarato che “nonostante i problemi nel generare profitti l’azione si sta ristrutturando e non c’è motivo di credere che la rotta non possa essere invertita in breve tempo“.

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