La fine di internet illimitato?

Come ormai accade sempre più spesso, il segnale arriva forte e chiaro dalla Germania, dove il principale operatore di telecomunicazioni è tuttora saldamente sotto il controllo pubblico. Deutsche Telekom ha ufficialmente annunciato la fine dell’ illimitato su fissa e il passaggio al modello consolidato nelle mobili, vale a dire le soglie di traffico (in Gigabyte).

Motivazioni. Le motivazioni sono quelle note e ormai sempre più spesso enunciate dagli operatori europei. In Germania, tra il 2005 e il 2011 il fatturato del settore è sceso da 67 a 58 miliardi di euro, a fronte di prestazioni crescenti e prezzi in discesa. Senza dimenticare gli 80 miliardi di euro di investimenti previsti nelle reti di nuova generazione. Deutsche Telekom ci ricorda anche come il 3% dei clienti generi il 50% del traffico in rete e appare, quindi, improprio ipotizzare un aumento generalizzato dei prezzi.

Il nuovo modello. Qual è allora la ricetta proposta? Da inizio maggio verranno specificati i volumi di traffico inclusi, che varieranno da 75 GB delle offerte a 16 Mbps 400 GB delle offerte a 200 Mbps. I contenuti televisivi, che fanno parte di un’offerta specifica non sono inclusi nel conteggio, così come i servizi di telefonia e il traffico legato alla soluzione WiFi WLAN TO GO. L’attuazione pratica del modello non sarà però immediata e le limitazioni scatteranno dal 2016, quando si prevede che il traffico sarà quadruplicato rispetto a quello attuale. Come nel mobile, superate le soglie, la velocità verrà degradata ad un livello minimo, ma sarà possibile riattivare le prestazioni (con un’integrazione economica, ovviamente).

Le preoccupazioni. Inutile nascondere come la preoccupazione cresca, sia dentro che fuori la Rete, a cominciare dal Ministro dell’Economia tedesco (le elezioni sono vicine) che ha subito convocato i vertici dell’operatore tedesco per chiarimenti. Internet contingentato può poi diventare un freno all’affermazione dell’economia digitale e, di conseguenza, allo sviluppo di un diffuso ecosistema dell’innovazione in rete.
Nel dibattito tendono poi a sovrapporsi, in modo sicuramente improprio, il problema “della cultura della gratuità” e quello della “neutralità della rete”, rendendo ancora più emotivo il confronto tra i diversi stakeholder.

Hannoveriani. Per gli amanti dei modelli di riferimento, occorre, infine, ricordare come nei paesi anglosassoni, patria del liberismo, il modello “illimitato” non è di fatto mai esistito… Basta guardare al Regno Unito e scoprirete che non esiste nemmeno per le telefonate. Se poi vi spostate dall’altra parte del mondo e date uno sguardo ai modelli tariffari legati alla rete di nuova generazione in fibra ottica australiana (quella realizzata dallo Stato, per intenderci), scoprirete prezzi e soglie di traffico Internet decisamente inconsueti per il Vecchio Continente.

In conclusione, si tratta di una svolta epocale, forse inevitabile e destinata a coinvolgere i principali Paesi europei, visto che il settore delle telecomunicazioni continua ad essere fortemente deflazionistico a fronte della necessità di aprire un nuovo ciclo di investimenti legati alle reti di nuova generazione, sia fisse che mobili.

Cambiamento dei modelli di business e concentrazioni, è questo il futuro delle telecomunicazioni?

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2 COMMENTS

  1. Il nazismo di internet, complimenti a DT.
    Prima di scrivere un articolo così si informi meglio però.
    Le offerte “unlimited” nei paesi anglosassoni esistono eccome!
    Non ci vuole molto per verificare, basta fare un giretto sui providers locali.
    Ci ho messo veramente poco a verificare che in US providers come AT&T e Comcast fanno solo offerte unlimited o in UK, BT, SKY Broadband, Virgin Media, Plus.net, TalkTalk anno offerte sia a soglie che illimitate.
    Non facciamo disinformazione per legittimare l’avanzata del nazismo tecnologico.

    • Con l’ultima frase non voglio dire che lei è un sostenitore del quarto iReich, ma che se non scrive cose documentate e corrette automaticamente legittima la posizione di DT.

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