Telecom Italia: Giuseppe Recchi nominato Presidente

Dopo una lunga giornata di lavori Giuseppe Recchi è stato nominato, a maggioranza dall’assemblea, nuovo presidente di Telecom Italia confermando le voci dei giorni scorsi che lo davano già come candidato favorito. Findim non riesce ad ottenere nemmeno un consigliere nel cda e la lista presentata dal Comitato dei fondi è risultata la più votata (50,28%) e fa entrare tutti i suoi candidati. Telco ottiene 10 rappresentanti anche se deve ricorrere al voto di maggioranza in assemblea e Giuseppe Recchi viene nominato presidente in assemblea con l’appoggio dei fondi. Con il voto di lista sono stati eletti Lucia Calvosa, David Benello e Francesca Cornelli per i fondi, Recchi, Marco Patuano e Denise Kingsmill cda comunque, votati a maggioranza (22,39% del capitale presente, praticamente la sola Telco) anzichè con il voto di lista, e sono Flavio Cattaneo, Giorgina Gallo, Laura Cioli, Giorgio Valerio, Luca Marzotto, Tarak Ben Ammar e Jean Paul Fitoussi.

La nomina arriva dopo una lunga e intensa giornata aperta stamane dall’AD di Telecom Marco Patuano che, in apertura di seduta, ha ribadito “la svolta” segnata da tale assemblea, che segna il record di rappresentanza, con il 56% del capitale presente, prima di iniziare un excursus su quanto fatto nel 2013 e i temi caldi affrontati, dalla governance al piano industriale, fino a riaffermare la strategicità delle attività brasiliane.  “La qualità è sempre più l’elemento fondamentale per orientare le scelte dei consumatori e per rafforzare un posizionamento distintivo capace di allontanarci dai rischi della pure price competition” ha spiegato  Patuano “Le tariffe più basse – conclude – le lasciamo ad altri concorrenti che sulla qualità non sono in grado di seguirci”.

Ma, ha continuato Patuano, “Il semestre europeo di Presidenza ci offre un’importante opportunità. Il nostro auspicio è che una visione che pone al centro l’innovazione e il recupero di competitività dell’Europa nei mercati mondiali prenda corpo e forza, delineando una roadmap per le autorità nazionali“.  Per fare questo i soci di Telecom devono “ritrovare armonia” è questa “la base solida” su cui il gruppo deve poter contare se vuole crescere. È il richiamo forte alla responsabilità dell’assemblea di oggi di Patuano che chiede fiducia al piano presentato e che, ha ricordato, “è stato accolto con entusiasmo dalla comunità finanziaria” e che punta su innovazione e sui giovani per portare “nuove idee, nuove competenze e nuove energie“.  

Marco Fossati, di Findim, ha ribadito la volontà di voler essere  “ propositivi, non dobbiamo andare a farci la lotta, perchè se questa azienda affonda, andiamo tutti a fondo. Nostro compito è unire, non dividere ma senza conflitti d’interesse e ci aspettiamo risultati” aggiunge chiedendo che, chiuso il discorso sulla governance, da adesso in avanti il cda si concentri sul business. “Patuano, il consiglio e Telco hanno già fatto una prima mossa importante, quella di proporre una lista indipendente, però l’indipendenza si dimostra con i fatti, dovranno dimostrare che il cambiamento di governance c’è stato perchè il mercato è il riferimento per tutti”. Anche la presentazione di un piano alternativo, ha spiegato Fossati, non è stato fatto per ostacolare ma per essere propositivi. “Il management ha un lavoro ed è pagato a fare quello. Gli azionisti hanno un altro ruolo, che però deve essere visto come stimolo di discussione propositiva, per portare questa azienda a un rilancio” ha spiegato Fossati. 

Nel corso della giornata culminata in serata con la nomina di Giuseppe Recchi, Patuano ha illustrato i principali risultati incassati da Telecom ad esempio sul fronte della rete mobile. “I clienti LTE crescono in modo molto importante. Attualmente sono circa 650 mila, di cui mezzo milione paganti e 150mila try and buy e che poi diventeranno paganti”. Non ha tralasciato neppure di rispondere alle critiche ricevute da più parti sulla vendita delle torri che Telecom ha in pipeline: “sembra, dai discorsi che si fanno, che questo processo lo facciano società con acqua alla gola: lo ha fatto At&T, Vodafone, in Brasile tutti i competitor, si chiama riallocazione capitale investito”. “Se lo uso per ripagare il debito lo posso confrontare con il costo di un bond e non sarebbe un buon investimento, in realtà queste operazioni sono fatte per investire in frequenze in Brasile e in fibra ed Lte in Italia” conclude l’ad.  

In serata i soci di Telecom hanno approvato il bilancio con il 98,05% di voti favorevoli. Contrari l’1,45% dei presenti alla votazione mentre lo 0,5% dei presenti si è astenuto.  Dopo quasi 10 ore i soci sono arrivati alle operazioni di voto, 12 per la parte ordinaria e due per la parte straordinaria che prevede l’aumento di capitale al servizio delle stock option e riduzione della riserva di rivalutazione. Tra le mozioni al voto anche un’azione di responsabilità, bocciata con circa l’89% dei voti contrari. In questa votazione l’8,9% dei votanti (plausibilmente Blackrock) si sono astenuti. I soci hanno invece approvato il dividendo alle azioni di risparmio (98,4% favorevoli), la remunerazione (84,8% favorevoli), il cda ridotto a 13 componenti (85,9%), il mandato triennale (99,14%), il compenso totale del cda a 1,9 milioni di euro all’anno (88,61%).

 

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