Quale sistema operativo scegliere? Libero o proprietario?

Per molti (per fortuna non per tutti) sistema operativo è sinonimo di Windows. Ad agosto ci sono stati due importanti compleanni per il mondo del software libero: il 16 il progetto Debian ha spento 22 candeline e a distanza di una decina di giorni Linux ha festeggiato 24 anni di vita. Stiamo parlando di due nomi importanti e conosciuti che ci servono per introdurre questo breve viaggio attraverso la valutazione della scelta di sistema operativo in ambito desktop.

Prima di partire

Prima di tutto vediamo di prendere in considerazione alcuni termini e i loro significati.

  • Kernel: è il nucleo di un sistema operativo. E’ il programma che gestisce i processi in esecuzione sul computer e che permette di accedere all’hardware in maniera sicura e controllata.
  • Sistema operativo: è l’insieme di quei software e librerie che permette ad un utente di gestire un computer e di utilizzare i programmi applicativi, come ad esempio software di videoscrittura, di disegno tecnico, di calcolo e gestionali.
  • Distribuzione: è un sistema operativo basato sul kernel Linux, al quale vengono affiancati una serie di programmi di sistema (detto pacchetto GNU). Ecco perché i puristi del software libero preferiscono utilizzare l’abbinata GNU/Linux per riferirsi a questi sistemi operativi.

Sistema operativo proprietario VS distribuzione GNU/Linux

Il sistema operativo proprietario più conosciuto è senz’altro Windows, giunto quest’anno alla versione 10. Nella maggioranza dei casi non dovremmo preoccuparci di installarlo, perché quando acquistiamo un computer lo troviamo già preinstallato su di esso. Insieme al sistema di casa Microsoft troveremo tutti quei software basilari di utilità (per masterizzare, ascoltare musica, visualizzare foto, ecc) e probabilmente altri in prova gratuita, come la suite Office.

Una distribuzione invece dovremmo necessariamente scaricarla ed installarla in autonomia o affidandoci ad un tecnico. Tuttavia a lavoro ultimato ci troveremo disponibili non solo programmi di utilità base ma anche molti software per il lavoro e lo studio quotidiano, senza scadenza di utilizzo. Avremmo a disposizione già preinstallati una suite per l’ufficio, un programma per disegnare o per fare fotoritocco, sicuramente un browser per navigare, un altro di posta elettronica e molto altro ancora.

Download gratuito e aggiornamenti

La prima differenza che balza all’occhio degli utenti è la possibilità di utilizzare un sistema operativo GNU/Linux senza dover pagare per il suo utilizzo. Questo spesso genera una diffidenza e si pensa ad un software di serie B, aspettandosi di trovare un sistema con funzionalità ridotte. Tuttavia è bene sottolineare che il software libero utilizza un paradigma di business diverso, dove si sposta il guadagno del produttore dal costo di licenza a quello del supporto commerciale.

Mentre una licenza del sistema operativo di casa Microsoft, in versione desktop, è possibile acquistarla dai 110 euro (come riportato nella tabella dei costi sotto), le distribuzioni libere si possono scaricare gratuitamente dai rispettivi siti ed installarle sui propri computer senza nessun vincolo.
L’eventuale costo da sostenere è quello del supporto di un tecnico qualora non fossimo in grado di procedere in autonomia. Cosa del resto che dovremmo fare anche con Windows se ci trovassimo nella stessa situazione, oppure se desiderassimo affidare i nostri sistemi aziendali ad un’impresa specializzata e certificata.

Installazione da geek

Una delle critiche che spesso viene mossa a Linux è la difficoltà d’installazione rispetto al sistema operativo proprietario. Come abbiamo già detto precedentemente il sistema Windows ce lo troviamo bello e pronto sul pc che acquistiamo. Qualora dovessimo installarlo da zero è dotato di un sistema grafico, che permette di semplificare la procedura.
Tuttavia anche per il mondo open source le cose sono cambiate sotto questo aspetto. Negli ultimi 10 anni le distribuzioni destinate al mondo desktop hanno adottato tutte un programma d’installazione grafico che accompagna passo passo l’utente nella procedura. Addirittura il processo in molti casi si rivela avere tempi molto più brevi rispetto al sistema Microsoft.

E i programmi di produttività?

Nel caso di sistema proprietario preinstallato ci troviamo come detto sopra solo i software base e probabilmente qualche software in prova gratuita con una scadenza temporale, al termine della quale dovremmo per forza di cose acquistarli per poter continuare il suo regolare utilizzo.
Naturalmente potremo integrare il nostro parco software con l’acquisto di altri e procedendo all’installazione (la tabella dei costi dei programmi di produttività individuale aiuta a fare una stima dei costi da sostenere).
Nel mondo dei sistemi liberi ci troveremo i programmi di produttività più comuni già presenti e senza alcun limite di utilizzo. Qualora non trovassimo il software che fa per noi ci potremmo affidare al sistema di gestione software della distribuzione e cercare tra le centinaia di programmi già testati e ottimizzati. Si tratta in pratica di un sistema simile agli app store che troviamo su tablet e smartphone e che permette di cercare ed installare sul computer il programma che più fa al caso nostro, che sarà stato vagliato e ottimizzato per la distribuzione GNU/Linux utilizzata, senza rischi di incompatibilità.

Stampanti e periferiche varie non funzionano

Questa affermazione forse andava bene qualche anno fa. In realtà il kernel Linux ha il grande vantaggio di riconoscere semplicemente ed in modo automatico le periferiche collegate, cercando al proprio interno il driver corretto. Proprio grazie a questa sua capacità è possibile installare una distribuzione Linux anche su personal computer datati e dove è impossibile trovare ancora i dati.
Chiaramente se acquistiamo una stampante o uno scanner nuovo dobbiamo verificare che siano compatibili con il sistema del pinguino (la mascotte di Linux è un pinguino di nome Tux, ndr).
Molti dei produttori ormai rilasciano i driver anche per il sistema libero, senza contare che tramite le community open source è possibile verificare e chiedere qualche consiglio su quale periferica acquistare.

Impossibile giocare!

Un’altra critica che viene dal mondo ludico è quella che non esistono giochi per il mondo open source. Fortunatamente alcune software house, ad esempio la Steam, hanno iniziato a prendere in considerazione anche GNU/Linux e hanno iniziato a fare il porting dei loro prodotti.

Distribuzioni… quale scegliere?

Eccoci forse ad un vero tasto dolente per i neofiti del mondo open source e che spesso disorienta.
Quando acquistiamo Microsoft Windows sappiamo che ci sono varie versioni identificate da un numero o dall’anno, sapendo che identificano una evoluzione o un aggiornamento del precedente.
Nel caso delle distribuzioni invece le cose si complicano, perché vi troverete difronte ad una moltitudine di versioni con spesso nome curiosi, anche se simpatici. Se visitate il sito Distrowatch.com resterete impressionati dalla quantità di declinazioni dello stesso sistema operativo. Questo è dovuto al fatto che ogni azienda di software house o community può produrre la propria versione, con un proprio brand e una propria filosofia di sviluppo.
Tuttavia attraverso il sito Distrowatch comunque potete prendere visione delle ultime uscite, della classifica delle schede più visitate e cercare quella che potrebbe fare al caso vostro.

Provare una distribuzione

Una delle peculiarità delle distribuzioni GNU/Linux, che manca direttamente al software proprietario se non affidandoci a software di terze parti, è la possibilità di essere provate senza bisogno di essere installate sul computer. Infatti dopo essere scaricata una distribuzione deve essere  o masterizzata su un supporto CDROM/DVD, oppure tramite opportune utility copiate su una chiavetta USB.

Attraverso il sistema di installazione, nel momento dell’avvio, la distribuzione chiede se si vuole procedere alla prova del sistema o all’installazione. Selezionando la prima ipotesi il software viene caricato nella RAM del computer, avendo così la possibilità di utilizzare un sistema operativo completo di software applicativi, il tutto senza andare a toccare l’hard disk.

Questa tra l’altro è divenuta un’ottima soluzione per recuperare i propri dati dal PC, quando il sistema operativo installato per varie ragioni diviene non più avviabile. Utilizzando una distribuzione in modalità live è possibile accedere ai file dell’hard disk e crearne una copia su supporti removibili o su hard disk esterni.

Mentre provate a scoprire qualcosa in più sui sistemi operativi open source, a breve faremo una presentazione delle più importanti distribuzioni!

Tabella costi sistema operativo

Venerdì_tabella_windows

 

Tabella costi programmi di produttività

Venerdì_tabella_software

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2 COMMENTS

  1. Secondo me bisognerebbe parlare o di sistema operativo o di programmi di produttività. Il programma di produttività è un must have pe l’azienda da l’idea di serietà e comunque tutte lo usano e le aziende che non lo usano rendono difficile la condivisione di documenti con le altre. Per il sistema operativo dipende anche questo dal tipo di funzione che deve svolgere il computer.. parlando da amante di windows secondo me i sistemi operativi a pagamento sono i migliori perchè si sono specializzati in qualcosa..

  2. Scusi Sig. Paolo ma non credo di aver capito bene cosa ha voluto dire nel suo commento. In particolare la parte relativa alla condivisione dei documenti, cosa vuol dire che “le aziende che non li usano rendono difficile la condivisione dei documenti”?
    Riguardo la specializzazione in qualcosa, pensi che Libreoffice (opensource) utilizza uno standard aperto nella struttura dei documenti e che quindi qualsiasi altro software può aprirli e lavorarli, mentre software come Microsoft Office producono solo documenti di cui non si conosce la struttura e che quindi sono riutilizzabili solo da chi possiede Microsoft Office. In alcuni casi nemmeno gli stessi utenti Office possono far interagire documenti prodotti da versioni diverse, perché se Microsoft decide che il tuo Office 97 va cambiato, modifica la struttura dei propri file e ti costringe a spendere soldi in una nuova licenza. In questo vedo solamente una specializzazione, cioè il monopolio del mercato e non certo gli interessi degli utenti o la semplificazione della condivisione di documenti in contesti aziendali.

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