Social rating: il 35% degli italiani ne ha sentito parlare ma non ha capito come funziona

Secondo il nuovo report di Kaspersky, Social credits and security: embracing the world of ratings, che indaga la percezione dei consumatori sul social rating e la loro propensione a farne parte, il 22% dei consumatori italiani (46% a livello globale) ha sentito parlare dei sistemi di social rating ma il 35% degli italiani (45% a livello globale) ha avuto delle difficoltà a capire come funziona. Gli utenti si dimostrano disposti a condividere i loro dati personali e sono disposti a permettere che il governo controlli la loro attività sui social media per motivi di sicurezza.

La crescente popolarità dei social media e dei servizi online ha portato a un maggiore utilizzo dei sistemi di social rating. Si tratta di algoritmi automatizzati basati sul comportamento e sull’influenza degli utenti su Internet. Inizialmente, questi algoritmi di valutazione degli utenti sono stati adottati dalle istituzioni finanziarie, così come dai fornitori di servizi di e-commerce. Oggi, invece, vengono applicati anche in molti altri ambiti e settori. Ad esempio, governi e organizzazioni, grazie a questi sistemi, sono in grado di valutare quali persone possono beneficiare di una vasta gamma di servizi offline. Inoltre, a causa della pandemia di COVID-19, il mondo ha assistito all’implementazione di sistemi automatizzati per controllare gli spostamenti delle persone, la loro capacità di acquisto e il loro accesso ai servizi sociali. La nostra indagine ha voluto chiarire quante persone siano pronte a far parte di questo sistema.

Secondo il report di Kaspersky, solo il 22% degli italiani, contro il 46% degli intervistati in tutto il mondo, ha sentito parlare di sistema di credito sociale1. Nonostante questi sistemi siano già in uso e stiano acquisendo maggiore popolarità, rimane una certa ambiguità sul loro funzionamento e sull’efficacia della loro implementazione.

Dall’indagine è emerso, inoltre, che il 35% degli utenti italiani (45% a livello globale) ha avuto qualche difficoltà a comprendere il funzionamento del sistema di credito sociale. Le persone potrebbero riscontrare difficoltà nel conoscere il proprio punteggio, il modo in cui viene calcolato e come possa essere corretto in caso di imprecisioni. Poiché questi sistemi si basano su algoritmi di apprendimento automatico, è difficile conoscerne le scelte e stabilire se si vi possa fare affidamento, soprattutto in termini di sicurezza. Secondo l’analisi sulla sicurezza dei sistemi di social scoring condotta da Kaspersky, questi algoritmi possono essere manipolati: si potrebbe, per esempio, abbassare il punteggio di un cittadino per i fini più disparati. Inoltre, al pari di qualsiasi altro sistema informatico, i sistemi di social rating sono vulnerabili a diversi tipi di attacchi, sia sul fronte dell’implementazione tecnica e di programmazione che per quanto riguarda la meccanica del sistema. Questa eventualità potrebbe portare alla formazione di un nuovo tipo di mercato nero nel quale i punteggi degli utenti potrebbero essere convertiti in denaro reale, e viceversa.

Tuttavia, il rischio di un attacco non impedisce alle organizzazioni di proseguire nella raccolta di dati, soprattutto quando le persone acconsentono a fornirli. Dal report di Kaspersky è emerso, infatti, che il 46% degli italiani (43% a livello globale), condividerebbe dati sensibili per usufruire di tariffe agevolate e sconti e per ricevere servizi speciali. Inoltre, gli utenti sono molto più disposti a condividere i propri profili social per altri aspetti della loro vita quotidiana.

La sicurezza è un tema molto importante per gli utenti. Un italiano su due (51%) si dice favorevole al fatto che il governo controlli l’attività sui social media al fine di salvaguardare i propri cittadini.

“I governi e le organizzazioni stanno accelerando il percorso di digitalizzazione consapevoli del fatto che questo li aiuterà a beneficiare dei vantaggi della tecnologia e dei dati degli utenti in un modo del tutto nuovo. Da un lato, la tecnologia e i dati sono in grado di migliorare i loro servizi rendendo la vita degli utenti più semplice, dall’altro però non è chiaro in che misura possano avere accesso alle informazioni personali e alla vita delle persone e, soprattutto, come verranno gestiti questi dati. Il tema è diventato estremamente rilevante durante il periodo di auto-isolamento globale, durante il quale le persone non hanno potuto fare altro che affidarsi ai servizi online. Oggi, l’esigenza di dover assumere il controllo della vita pubblica potrebbe avere come conseguenza per le persone la perdita del controllo della propria vita in futuro”, ha dichiarato Marco Preuss, Director of Kaspersky’s Global Research and Analysis Team in Europa.

Genia Kostka, Professori of Chinese Politics presso la Freie Universität di Berlino, ha dichiarato: “In passato, nella maggior parte dei Paesi, le autorità di regolazione e i politici non erano in grado di stare al passo con la rapidità con cui i sistemi di social rating venivano adottati. Adesso che questi sistemi si innestano sempre più nel tessuto della vita quotidiana delle persone è importante discutere dei rischi che li accompagnano, come le violazioni della privacy, la discriminazione e i pregiudizi. Le società devono avere un confronto onesto e trasparente per decidere in che modo utilizzare queste tecnologie e, soprattutto, da chi acquistarle e per quali scopi”.

Anche se l’attuale panorama digitale lascia poco spazio alla non condivisione di informazioni personali online, è ancora possibile proteggere la privacy, sia online che offline. Kaspersky raccomanda agli utenti di adottare le seguenti misure per proteggersi:

  • Prestare attenzione alle informazioni personali condivise online. I siti di social media sono progettati per incoraggiare alla condivisione con gli altri, ma qualsiasi informazione, una volta pubblicata, rischia di finire nelle mani sbagliate. È importante non dimenticare mai di cancellare l’account e la cronologia di un’applicazione o di un servizio online non più utilizzato, oltre che, controllare quali servizi connessi abbiano accesso agli account personali. È possibile utilizzare il servizio Privacy Check di Kaspersky per scoprire come modificare le impostazioni di privacy dei servizi online per riottenere il controllo dei propri dati personali.
  • Il mondo sta cambiando e questo significa che ogni aspetto della vita di ognuno potrebbe essere misurata e valutata. Condividere le informazioni personali con prudenza potrebbe significare non vedersi negare un servizio a causa di un comportamento sbagliato del passato.
  • La condivisione ha i suoi vantaggi, ma solo se fatta con i servizi adatti. Partecipare a un sondaggio online può garantirci uno sconto sui prodotti del nostro brand preferito, ma vuol dire comunicare a un’azienda molte informazioni personali: è bene dunque mostrarsi prudenti quando si svolgono attività online.

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