Sostenibilità Digitale e orientamento politico: quale correlazione?

In questo nuovo articolo vi presentiamo i risultati dalle ricerca svolta a Marzo 2024 dall’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale sul tema: “Correlazioni tra orientamento politico, attenzione alla sostenibilità ed utilizzo del digitale in chiave sostenibile”

Immagine su licenzza Creative Commons

La sostenibilità non è solo una questione ambientale o economica, ma si estende anche alla dimensione sociale e, nell’era digitale, all’uso consapevole delle tecnologie. In questo contesto e nella consapevolezza che «la sostenibilità è la necessità di soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri», la Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha sviluppato il Digital Sustainability Index (DiSI™), un innovativo strumento di misurazione che valuta il livello di sostenibilità digitale degli utenti, dei territori e dei progetti specifici, distinguendo la popolazione in quattro cluster:

  • Sostenibili Digitali: coloro che hanno atteggiamenti e comportamenti sostenibili e usano gli strumenti digitali;
  • Sostenibili Analogici: coloro che hanno atteggiamenti e comportamenti sostenibili, ma non usano gli strumenti digitali;
  • Insostenibili Digitali: coloro che hanno atteggiamenti e comportamenti non orientati alla sostenibilità, ma usano gli strumenti digitali;
  • Insostenibili Analogici: coloro che hanno atteggiamenti e comportamenti non orientati alla sostenibilità, e non usano gli strumenti digitali.

Il DiSI™, interagendo con vari fattori, tra cui l’orientamento politico, il livello di istruzione, le fasce d’età e il genere, è in grado di fornire un’analisi approfondita delle dinamiche socio-politiche italiane. È quanto risulta dalle ricerca svolta a Marzo 2024 dall’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale sul tema: “Correlazioni tra orientamento politico, attenzione alla sostenibilità ed utilizzo del digitale in chiave sostenibile”.

Digitale, sostenibilità e orientamento politico

L’analisi dei dati raccolti evidenzia come le preferenze politiche siano strettamente correlate con i diversi cluster del DiSI™ e come vi sia una stretta correlazioni tra digitale, sostenibilità e orientamento politico

Vediamo ora più dettagliatamente come si distribuiscono queste preferenze.

Coalizione di Centro-Sinistra

Gli elettori della coalizione di centro-sinistra si concentrano principalmente nei cluster „Sostenibili Digitali“ (35.2%) cioè individui che adottano comportamenti sostenibili utilizzando strumenti digitali e „Sostenibili Analogici“, individui che adottano comportamenti sostenibili senza utilizzare strumenti digitali. Questa distribuzione riflette un elevato livello di consapevolezza e azione verso la sostenibilità, (il 64,6% dichiara di conoscere il concetto di sostenibilità), associato sia all’uso delle tecnologie digitali (64,8%) che a pratiche più tradizionali. La coalizione attrae elettori con un alto livello di istruzione, infatti, il 36.7% degli elettori possiede una laurea o un master. Questo gruppo comprende prevalentemente giovani e adulti fino ai 44 anni, suggerendo che le tematiche legate alla sostenibilità digitale siano particolarmente rilevanti per le fasce di età più giovani. La distribuzione tra i generi è piuttosto equilibrata, con una leggera prevalenza tra gli uomini (27.1%) rispetto alle donne (26.4%).

Si tratta di cittadini che seguono la vita politica ed economica del Paese (il 54,1% conosce abbastanza o molto il PNRR) e guardano alle nuove tecnologie con attenzione (il 65,3% ritiene che l’AI avrà un impatto positivo su economia e società, mentre il 48,3% teme che l’AI distruggerà posti di lavoro).  Guardando all’opinione degli intervistati circa il ruolo della tecnologia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, l’84,4% degli elettori della coalizione di Centro-Sinistra si dichiara convinto del ruolo chiave della tecnologia. Il 79,4% degli elettori dichiara inoltre che il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di cui occuparsi immediatamente, mentre il 13,9% è convinto che il cambiamento climatico sia un problema grave, ma che si dispone di tutto il tempo per affrontare e risolvere.

Coalizione di Centro-Destra

Gli elettori della coalizione di centro-destra sono principalmente associati ai cluster „Insostenibili Analogici“ (32.5%), individui che non adottano comportamenti sostenibili e non utilizzano strumenti digitali e „Insostenibili Digitali“, individui che non adottano comportamenti sostenibili ma utilizzano strumenti digitali (31.5%). Questo suggerisce una maggiore resistenza verso le pratiche sostenibili, sia digitali che analogiche. La base elettorale è distribuita tra i vari livelli di istruzione, con una predominanza tra chi ha un diploma di scuola superiore (28.5%) e chi ha un livello di istruzione basso (28.7% con nessuno/licenza di quinta elementare di terza media). La coalizione di centro-destra attrae prevalentemente adulti e anziani (45-64 anni) e presenta una maggiore percentuale di uomini (31.5%) rispetto alle donne (24.1%).

Sono cittadini che seguono abbastanza la vita politica ed economica del Paese (il 45,9% conosce abbastanza o molto il PNRR) e guardano alle nuove tecnologie con attenzione (l’82,1% ritiene che l’AI avrà un impatto positivo su economia e società, mentre il 65,5% teme che l’AI distruggerà posti di lavoro). Guardando all’opinione degli intervistati circa il ruolo della tecnologia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, il 76,2% degli elettori della coalizione di Centro-Destra. Poco più di 1 elettore su 2, il 53,6%, dichiara invece che il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di cui occuparsi immediatamente anche se 1 elettore su 3, il 29,0%, è convinto che il cambiamento climatico sia un problema grave, ma che si dispone di tutto il tempo per affrontare e risolvere. Significativo il 4,2% degli intervistati che pensa invece che il cambiamento climatico sia un falso problema, una mistificazione.

Terzo Polo

Il Terzo Polo presenta una predominanza nel cluster Sostenibili Digitali (4.0%), individui che adottano comportamenti sostenibili utilizzando strumenti digitali, e una forte rappresentanza di elettori con alto livello di istruzione (3.9% tra chi ha una laurea o master). Tuttavia, la presenza di questo gruppo è bassa in tutte le fasce d’età, con una leggera prevalenza tra gli uomini (3.8%) rispetto alle donne (2.6%).

Si tratta di cittadini che seguono la vita politica ed economica del Paese (il 67,4% conosce abbastanza o molto il PNRR) e guardano alle nuove tecnologie con attenzione (il 54,8% ritiene che l’AI avrà un impatto positivo su economia e società, mentre il 52,8% teme che l’AI distruggerà posti di lavoro). Guardando all’opinione degli intervistati circa il ruolo della tecnologia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, il 79,8% degli elettori si dichiara convinto del ruolo chiave della tecnologia per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Poco meno di 2 elettori su 3, il 39,9%, è convinto che il cambiamento climatico sia un problema grave, ma che si dispone di tutto il tempo per poterlo affrontare e risolvere. Il 51,4% dei rispondenti dichiara invece che il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di cui occuparsi immediatamente e il 7,8% pensa che il cambiamento climatico sia un falso problema, una mistificazione. Un dato, quest’ultimo, elevato ed allarmante.

Movimento 5 Stelle (M5S)

Il Movimento 5 Stelle (M5S) vede una prevalenza nei cluster Sostenibili Digitali (12.3%) individui che adottano comportamenti sostenibili e utilizzano strumenti digitali, e Insostenibili Digitali, (9.8%), individui che non adottano comportamenti sostenibili ma utilizzano strumenti digitali, riflettendo una base elettorale variegata e per certi versi contrapposta in termini di sostenibilità. Gli elettori del M5S sono prevalentemente giovani e adulti fino ai 44 anni, e possiedono generalmente un diploma di scuola superiore (10.0%) o una laurea/master (8.6%). La distribuzione di genere è equilibrata, con una leggera prevalenza tra le donne (9.0%) rispetto agli uomini (8.6%).

Si tratta di cittadini che seguono la vita politica ed economica del Paese (il 53,8% conosce abbastanza o molto il PNRR) e guardano alle nuove tecnologie con attenzione (il 64,3% ritiene che l’IA avrà un impatto positivo su economia e società, mentre il 54,8% teme che l’AI distruggerà posti di lavoro). Guardando all’opinione degli intervistati circa il ruolo della tecnologia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, l’80,7% degli elettori del M5S si dichiara convinto del ruolo chiave della tecnologianel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità. Dichiarano inoltre che il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di cui occuparsi immediatamente (69,7%) anche se, ben il 20,6%, ovvero 1 elettore su 5, è convinto che il cambiamento climatico sia un problema grave, ma che si dispone di tutto il tempo per affrontare e risolvere.

Astenuti

Tra coloro che si sono astenuti dal voto, prevalgono i cluster „Insostenibili Analogici“ (16.1%) individui che non adottano comportamenti sostenibili e non utilizzano strumenti digitali e „Insostenibili Digitali“ (14.4%), individui che non adottano comportamenti sostenibili ma utilizzano strumenti digitali. Questo gruppo ha un basso livello di istruzione, con una significativa percentuale di persone che possiedono solo un livello di istruzione elementare o media (33.7% con nessuno/licenza di quinta elementare di terza media, 15.5% con medie – diploma di terza media). La maggior parte degli astenuti sono adulti tra i 35 e i 54 anni e c’è una maggiore prevalenza di donne (13.9%) rispetto agli uomini (11.7%), il ché potrebbe indicare una maggiore insoddisfazione o disinteresse tra le donne.

Si tratta di cittadini che seguono molto marginalmente la vita politica del Paese (il 34,4% conosce abbastanza o molto il PNRR) e guardano alle nuove tecnologie con attenzione (il 55,3% ritiene che l’AI avrà un impatto positivo su economia e società, mentre il 61,2% teme che l’AI distruggerà posti di lavoro). Guardando all’opinione degli intervistati circa il ruolo della tecnologia nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, il 72,6% degli elettori si dichiara convinto del ruolo chiave della tecnologia per perseguire gli obiettivi di sostenibilità. Ben oltre la metà degli elettori astenuti, il 62,9%, dichiara che il cambiamento climatico è uno dei principali problemi di cui occuparsi immediatamente e il 18,2%, è convinto che il cambiamento climatico sia un problema grave, ma che si dispone di tutto il tempo per affrontare e risolvere. Il 13,1% di coloro che si sono astenuti pensa invece che il cambiamento climatico sia un falso problema, una mistificazione.

Preferisco Non Rispondere

Coloro che preferiscono non rispondere mostrano una prevalenza nei cluster „Insostenibili Analogici“ (24.8%), individui che non adottano comportamenti sostenibili e non utilizzano strumenti digitali e „Sostenibili Analogici“ (23.0%) individui che adottano comportamenti sostenibili senza utilizzare strumenti digitali. Questo gruppo ha un livello di istruzione medio-basso, con percentuali significative di persone che possiedono un diploma di scuola superiore (21.9%) o un diploma di terza media (27.2%). La distribuzione per età mostra un picco tra gli adulti di età compresa tra 25 e 54 anni, e vi è una maggiore reticenza tra le donne (24.2%) rispetto agli uomini (17.3%) nel dichiarare le proprie preferenze elettorali.

Distribuzione delle Categorie di Cluster per Fasce d’Età

L’analisi delle categorie di cluster del DiSI™ in relazione alle fasce d’età fornisce ulteriori spunti interessanti sulle dinamiche sociopolitiche italiane.

  • Sostenibili Analogici: I Sostenibili Analogici mostrano una forte presenza tra i giovani (16-17 anni: 12.8%, 18-24 anni: 28.3%, 25-34 anni: 33.1%). Questa percentuale si riduce progressivamente con l’aumentare dell’età, mantenendo una certa stabilità nella fascia 35-44 anni (25.9%). Questo suggerisce che le nuove generazioni sono più inclini a comportamenti sostenibili, anche senza l’uso intensivo delle tecnologie digitali.
  • Insostenibili Digitali: Gli Insostenibili Digitali mostrano picchi significativi tra gli adulti (45-54 anni: 33.3%, 55-64 anni: 30.5%), con una presenza significativa anche nella fascia 35-44 anni (29.4%). Questo indica che le fasce di età più avanzate tendono ad utilizzare le tecnologie digitali senza un orientamento alla sostenibilità.
  • Insostenibili Analogici: Gli Insostenibili Analogici sono meno rappresentati in tutte le fasce d’età, con un picco massimo nella fascia 25-34 anni. Questo cluster rappresenta individui che non adottano pratiche sostenibili e che non utilizzano intensamente le tecnologie digitali.
  • Sostenibili Digitali: I Sostenibili Digitali mostrano picchi tra i giovani e gli adulti (16-17 anni: 22.0%, 18-24 anni: 13.1%, 25-34 anni: 11.8%). Questa distribuzione suggerisce che le giovani generazioni stanno abbracciando sia la sostenibilità che l’uso delle tecnologie digitali in modo significativo.

L’Indice di Sostenibilità Digitale (DiSI™) rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere le dinamiche sociopolitiche legate alla sostenibilità digitale in Italia. Le sue applicazioni possono contribuire significativamente allo sviluppo di politiche mirate e interventi educativi che promuovano un uso consapevole e sostenibile delle tecnologie digitali. Solo attraverso un approccio integrato che consideri le variabili sociopolitiche, educative, psicologiche e comportamentali sarà possibile realizzare una vera transizione verso una società più sostenibile. E per farlo dobbiamo comprendere e conoscere il punto di vista dei nostri concittadini su temi fondamentali come questi.

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