Le comunità rurali restano indietro per le scarse infrastrutture digitali

In un mondo sempre più connesso, in cui le tecnologie digitali sono sempre più sviluppate e pervasive, nel bene e nel male, la mancanza di un accesso digitale adeguato può costituire un grave ostacolo, sia per le famiglie che per le imprese

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In un mondo sempre più connesso, in cui le tecnologie digitali sono sempre più sviluppate e pervasive, nel bene e nel male, la mancanza di un accesso digitale adeguato può costituire un grave ostacolo, sia per le famiglie che per le imprese. Una recente ricerca  a proposito mostra che molte case e aziende nelle zone rurali del Regno Unito sono rimaste indietro proprio a causa della scarsità di infrastrutture digitali. Un problema comune, temiamo a molti altri Paesi, anche europei.

Lo studio ha avuto luogo nel Ceredigion, contea rurale del Galles, dove soprattutto durante la pandemia ci sono state serie difficoltà con la connettività per la mancanza di infrastrutture digitali affidabili e la scarsa accessibilità. Questa situazione ha peggiorato l’impatto della pandemia sulle famiglie e sulle imprese, esasperando i livelli di stress accumulati in quel periodo critico, caratterizzato dal doversi destreggiare tra istruzione scolastica e lavoro in smart working.

La ricerca ha coinvolto due sondaggi online, uno concentrato sulle famiglie e l’altro sulle imprese e sui lavoratori autonomi tra aprile e giugno 2021, con domande che riguardavano le sfide e le opportunità portate dalla pandemia. Nelle risposte ad entrambi i sondaggi sono emersi molti temi importanti, come la connettività insufficiente, la mancanza di competenze digitali e di opportunità di formazione e l’alto costo della banda larga e dell’accesso mobile.

I risultati della ricerca hanno mostrato che il 12% delle case non disponeva di attrezzature digitali sufficienti per le proprie esigenze durante la pandemia e il 76% di queste comprendeva bambini che seguivano le lezioni da casa. Alcune scuole e diversi luoghi di lavoro hanno fornito delle attrezzature, ma il 18% delle famiglie ha dovuto prenderle in prestito. Nonostante questa opportunità, molte famiglie si sono trovate a doversi dividere le attrezzature tra gli adulti che lavoravano da casa e i bambini che studiavano online. Diversi studenti hanno fatto affidamento su piccoli dispositivi mobili per accedere alle lezioni, mentre altri non avevano accesso a vari strumenti, come ad esempio le stampanti.

Questi problemi si sono rivelati ancora più gravi nelle aree rurali e remote, per la totale mancanza di infrastrutture digitali. I problemi maggiori per le persone in smart working sono stati la bassa velocità della banda larga e la mancanza di un segnale mobile affidabile. Altre criticità includevano il costo della banda larga e dell’accesso mobile, la mancanza di competenze digitali o di opportunità di formazione per migliorare le stesse, un servizio clienti scadente da parte dei fornitori della banda larga e problemi di scarsa connettività.

La chiusura delle aziende non essenziali durante la pandemia ha portato a un’impennata del commercio elettronico. Le aziende che hanno potuto contare sulle vendite online sono riuscite a continuare a operare nonostante blocchi e restrizioni. Ma le aziende che invece sono state lente nell’adottare l’e-commerce, o che non disponevano delle infrastrutture necessarie, hanno faticato ad adattarsi. Dalla ricerca è infatti emerso che il 47% delle aziende ha avuto difficoltà con l’accesso digitale e la connettività durante la pandemia, il 37% non aveva la banda larga o una rete mobile affidabile, il 29% aveva una banda larga lenta e il 26% il segnale mobile scarso. Inoltre, il 16% mancava di competenze digitali o di accesso a programmi di formazione e il 13% lamentava il costo di accesso troppo alto.

Quando si tratta di infrastrutture digitali, insomma, le comunità rurali sono in un drammatico ritardo e coloro che non dispongono di un adeguato accesso a internet saranno ulteriormente svantaggiati, specialmente in vista di un futuro dove l’istruzione e i servizi pubblici come la sanità e il supporto previdenziale saranno sempre più proiettati nell’essere “online”.

Il divario digitale si allarga soprattutto a seconda delle fasce di reddito. Ad esempio, le famiglie con redditi più elevati hanno avuto maggiori probabilità di accesso alla tecnologia per l’istruzione da casa e il lavoro a distanza durante la pandemia, a differenza di quelle con redditi più bassi. Il divario nell’accesso alla tecnologia digitale è determinato anche dalla localizzazione, in quanto le aree remote e scarsamente popolate spesso non dispongono di un’adeguata copertura della banda larga e del segnale mobile. Colmare questo divario digitale è fondamentale per la crescita economica, l’inclusione sociale e l’accesso ai servizi essenziali.

Per affrontare questa situazione, spiegano i ricercatori, il Regno Unito dovrà investire in infrastrutture digitali nelle aree rurali per garantire che ovunque ci sia almeno una copertura di qualità minima. Le autorità locali dovrebbero fare in modo da consentire alle persone di avere accesso a dispositivi informatici e a internet a costi vantaggiosi. Altrettanto cruciale sarà migliorare la formazione in materia di competenze digitali, al fine di preparare meglio le generazioni future a questo mondo. Inoltre, le imprese nelle zone rurali necessiteranno di un sostegno su misura, come finanziamenti per l’aggiornamento delle infrastrutture digitali, oltre che ottenere opportunità di formazione e indicazioni sulla protezione della privacy, così da permettere una crescita digitale sicura che, anno dopo anno (e anche senza pandemie) si sta rivelando indispensabile.

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