Antitrust: Almunia insoddisfatto dalle proposte di Google. Indagine in vista?

Per Almunia si tratta dell’ “ultima opportunità per Google di risolvere la questione” aperta a Bruxelles ormai dal 2010. Il commissario già due volte ha chiesto all’azienda di presentare rimedi per rassicurare i suoi concorrenti che hanno fatto ricorso all’antitrust Ue perché si vedono sempre più oscurati da Google e dal suo sistema di ricerca. E per due volte la società ha presentato i rimedi che sono stati bocciati dal test di mercato sui concorrenti (non solo i ricorrenti, spiega Almunia) e quindi dalla Commissione.

“I test di mercato sono stati molto negativi“, ha detto oggi Almunia riferendosi agli ultimi risultati. E dopo due round di trattative, il commissario fa capire che non ce ne sarà un terzo: si aspettava di chiudere la questione a primavera, ma questo nuovo fallimento, dopo le precedenti bocciature, richiede un’accelerazione e chiede una risposta da Google “nel giro di settimane“. Se non arriverà, “procederemo per i canali tradizionali“, cioè aprendo un’indagine formale con tanto di accuse che non lasceranno più spazio ad alcuna trattativa ma potrebbero portare alla salata multa che finora la Commissione ha cercato di evitare.

I dubbi principali della Ue e dei concorrenti dell’azienda riguardano i risultati delle ricerche che privilegiano i prodotti Google, mettendoli sempre in cima o rendendoli più visibili degli altri. 

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1 COMMENT

  1. […] Non si tratta del primo ultimatum rivolto al colosso dall’Europa sempre sull’abuso di posizione dominante ma la posizione della Ue oggi sembra essersi fatta più rigida. Le proposte correttive di Google infatti, hanno raccolto critiche e accuse da molti altri colossi tra cui Microsoft, e non sono mancate valutazioni estremamente sfavorevoli anche dalla Commissione europea stessa. Pressioni e valutazioni che hanno portato Almunia a verificare nuovamente la posizione di Google e arrivare all’ultimatum di oggi. La controversia passerà quasi certamente in “eredità” alla nuova Commissione che potrebbe trovarsi a gestire anche un’altra disputa sempre con Google: quella che vedrebbe il suo sistema operativo Android, finire nel mirino della Ue. […]

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