Telecom: cda salvo, non passa mozione di revoca. Si va verso public company

Non passa la richiesta di revoca del Board di Telecom Italia proposta da Marco Fossati di Findim ed è saltata anche la nomina di due nuovi consiglieri con cui rimpiazzare Franco Bernabè ed Elio Catania. Nell’assemblea dei record, aperta dal lungo discorso di Marco Patuano che ha ribadito la solidità e i piani di investimenti della società ed ha difeso l’operato del board respingendo la proposta di revoca, ha fatto seguito una altrettanto lunga votazione cui ha partecipato il 54,26% del capitale: contrario alla proposta di Marco Fossati è stato il 50,3% mentre a favore della revoca si è pronunciato il 42,3% ( gli astenuti sono stati in tutto il 7,4%).

L’Assemblea, inoltre, ha approvato l’eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni ordinarie e delle azioni di risparmio, con conseguente modifica dello statuto sociale e ha approvato con l’81,06% di voti a favore l’aumento del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione mediante emissione di azioni ordinarie a servizio della conversione del prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso dalla controllata Telecom Finance S.A. per un importo pari a 1,3 miliardi di euro.

Immediate le reazioni dei protagonisti.  “È stata una giornata importante per la finanza, con un dibattito acceso e a volte appassionato. L’assemblea alla fine si è espressa in modo chiaro sul passato, sono stati fugati i dubbi, per il futuro dobbiamo immaginare una governance corretta e che non lasci spazio ai dubbi” ha commentato l’Ad  Marco Patuano “Da domattina questo mi impegnerà, non deve essere il cda solo di alcuni azionisti” ha aggiunto aprendo alla possibilità di cambiare lo statuto per consentire una rappresentatività più ampia. “Al parere di Fossati si è agglutinata una quota importante del capitale”  un dato, questo, che non potrà essere ignorato. Dello stesso avviso Marco Fossati: “Oggi abbiamo assistito ad un voto che è un simbolo importante di cambiamento, ed è un segnale forte al mercato che va ascoltato, soprattutto da parte di chi guida l’azienda. Siamo andati molto vicini” alla revoca, ha aggiunto Fossati, sottolineando che “l’espressione dei fondi anglosassoni è stata pesante e violenta, in quanto hanno espresso che c’è sicuramente un conflitto di interesse in seno a questo consiglio d’amministrazione”. Ad ogni modo, secondo Fossati, il messaggio che emerge “non è di contrasto, non ci sono né vinti né vincitori“. E Fossati non depone le armi assicurando di “arrivare all’assemblea di aprile con un programma più dettagliato e una squadra più professionale”. 

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