Enzima, nuovo catalizzatore aziendale

Come spesso capita loro, Alice e Bob si incrociano da un cliente comune: Alice sta per entrare in una riunione tecnica, Bob ha appena terminato una riunione commerciale in cui ha presentato le proprie proposte al cliente. Davanti alla macchinetta del caffè del terzo piano i due scambiano poche chiacchiere e noi, come al solito, origliamo per cogliere qualcosa di interessante.

Alice – Bob, non sembri uscito da una riunione ma da un pomeriggio alle terme: hai un aspetto rilassato e mi sembri in ottima forma! Niente cravatta allentata, camicia ancora ben stirata, capelli, i pochi che ti sono rimasti [risatina], ancora in ordine… Ma come fai?

Bob – Alle riunioni io mi diverto! Sono troppo indaffarato a spiegare, intrattenere, dialogare e persino ascoltare, per sgualcirmi il vestito o passarmi la mano nei capelli e quindi scompigliarli.

Alice – Certo che siamo proprio agli antipodi! Io fra poco ho una riunione, fissata dalle 15 alle 16 ma so già che tirerà fino alle 18 e a quel punto la giornata sarà finita e mi toccherà lavorare da casa.

Bob – Ma la riunione è il tuo lavoro, [fingendosi sconsolato] uff! non ti ho proprio insegnato niente in tutti questi anni!

Alice [perplessa] – Quali anni?

Bob– Quelli che abbiamo speso lavorando insieme… [sguardo trasognato] Che team!

Alice – Ma se sono stati pochi mesi! E io ero sottopagata e tu scrivevi nelle tue slide l’esatto contrario di quel che ti sottoponevo nei miei documenti. Vabbe’, comunque lo so che ora sono pagata anche per fare riunioni ma ho l’impressione di perdere solo tempo. E ho l’impressione che non sia solo una impressione!

Bob – Sbagli: io praticamente quando non sono in riunione non faccio niente di utile. Leggiucchio qualche documento, di solito l’abstract, sto su Internet, magari qualche telefonata…

Alice – Ti riconosco una maggiore competenza in questo campo: spiegami come farmi piacere la riunione cui sto per prendere parte!

Bob – Ma se è una riunione tecnica! Metà delle sigle del titolo non le conosco e l’altra metà non sono sigle ma termini inglesi mai sentiti prima! Tu ci sguazzi in quella roba!

Alice – Certo, le tematiche sono anche interessanti, ma in realtà già so che la soluzione migliore sarà scartata in quanto troppo costosa, troppo lunga da realizzare e incomprensibile al management, mentre si proporrà un workaround così quick-and-dirty che dovrò prendermi una pastiglia per il mal di stomaco per sopportarne l’idea…

Bob – Parti con l’approccio sbagliato: devi utilizzare le due posizioni estreme per costruire qualcosa di nuovo. Diciamo che il substrato della soluzione “sporca” come dici tu deve produrre la soluzione “giusta”.

Alice [guardandolo sorpresa] – Mi stai chiedendo di fare l’enzima?

Bob [strizzando gli occhi come per mettere a fuoco] – Che???

Alice – L’enzima, il catalizzatore insomma. Sai di che si tratta?

Bob – Il termine “catalizzatore” l’ho già sentito e l’ho anche usato, penso che voglia dire uno che fa da tramite fra due posizioni avverse, ma questi enzimi mi sa che ne ho sentito parlare solo sui bugiardini dei medicinali!

Alice – Un enzima è una molecola, di solito una proteina, che accelera una reazione chimica, facendola giungere più rapidamente all’equilibrio, cioè al termine, di quanto avrebbe fatto senza il suo intervento. Ma mi ha sorpreso il tuo uso del termine “substrato” e del verbo “produrre”: si tratta proprio della terminologia biochimica che si riferisce agli enzimi! Infatti gli enzimi agiscono su un “substrato”, che sono poi le molecole che stanno reagendo fra loro, e, al termine del suo intervento, genera un “prodotto”, mentre l’enzima è pronto per catalizzare una nuova reazione.

Bob [agitando le mani] – Va bene, va bene, interrompi la lezione di chimica che mi sono già perso. Ho usato casualmente quei termini, ma insomma questo è quello che devi fare, produrre qualcosa di nuovo usando gli elementi di input della riunione.

Alice – Interessante questa metafora della riunione come una reazione chimica… Per di più il catalizzatore, che dovrei essere io, accelera la reazione, quindi la riunione finirebbe ancor prima della scadenza fissata… Mi piace!

Bob [sorridendo] – Vedi che ho trovato finalmente una applicazione per questa roba biochimica?

Alice [scandalizzata] – Applicazione? Non ti rendi conto di quello che hai detto! Gli enzimi sono fra le scoperte più utili dell’intera scienza degli ultimi due secoli!

Bob – Lo so, lo so che ci si fanno le medicine, ma insomma non dirmi che ci sono ricaschi pratici sulla nostra vita ordinaria di quella roba lì?

Alice – Se vuoi non te lo dico, ma è proprio così! Anzi, direi che molte delle reazioni che gli enzimi sono chiamati, da noi, artificialmente ad accelerare hanno applicazioni lontane dalla medicina… che so, per pulire qualsiasi cosa a qualsiasi temperatura: gli enzimi termotolleranti, mi pare si chiamino così, che consentono per esempio di lavare contenitori a temperature molto basse. O semplicemente per lavare a freddo le tue camicie.

Bob [ironico] – Questa mi sembra una applicazione molto interessante!

Alice – Sarà, ma l’industria tessile ormai non può fare a meno degli enzimi: se sei vestito in questo modo, cravatta scoppiettante, completo beige, camicia celeste, lo devi agli enzimi utilizzati per migliorare e ottimizzare i processi di lavorazione del cotone, per esempio, o semplicemente per far risparmiare elettricità, calore e uso d’acqua ai processi di lavorazione tessile. Pensaci quando compri un vestito on line a prezzi concorrenziali.

Bob – Scherzi? Io vado al negozio, se non altro per le commesse!

Alice [ostentando indifferenza] – Vediamo se questo lo apprezzi: senza gli enzimi né vino, né birra, né formaggi potrebbero esistere: lo dobbiamo anche a batteri e muffe ma gli enzimi svolgono un ruolo essenziale nei processi che portano a produrre questi alimenti.

Bob [trasognato] – Il vino è…

Alice – E, anche se temo li consideri temi meno interessanti, la produzione di plastiche biodegradabili ne fa largo uso e si sta tentando di utilizzarli per diminuire l’impatto nella produzione di biocarburanti e…

Bob [interrompendola sorridente] – …e direi che ora dovresti entrare in riunione!

Alice [guardando l’orologio] – Accidenti! Hai ragione, ci manca solo che arrivi in ritardo!

Bob [ridendo] – Già, non si addice a un enzima! Buona catalizzazione e fammi sapere cosa avete prodotto!

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Paolo Caressa
Dopo aver conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in matematica si è occupato per qualche anno di ricerca pura e docenze universitarie (facoltà di Ingegneria) per poi passare al mondo dell’industria, prima come consulente IT, poi come quantitative analyst nel campo della finanza e del risk management, per tornare infine al mondo IT come project manager, business analyst, consulente su metodologie, tecnologie, innovazione e formazione. Ha pubblicato due libri di storia della matematica (AlphaTest), un testo universitario di matematica (UAM) e diversi articoli scientifici, divulgativi e didattici su riviste di vario tipo. Tiene conferenze su argomenti fra matematica, IT e data science. Si occupa anche di formazione ed educazione, tenendo corsi sia in ambito professionale che come docente a contratto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza”.

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