Dialoghi intorno a ghiacci che si sciolgono e bufale

Bob ha invitato Alice a un aperitivo insieme a dei loro ex colleghi: dopo aver chiacchierato con varie vecchie conoscenze, per di più su episodi “mitici” del comune passato, Bob si avvicina ad Alice brandendo il suo drink, con aria di sfida. Hanno finalmente l’occasione di scambiare due chiacchiere assieme, come fanno sempre in queste occasioni.

Bob – Alice, stavolta voglio prevenirti e lasciarti a bocca aperta.

Alice [con aria di scherno] – È quello che fai sempre!

Bob [dopo il ritardo necessario ad afferrare il sarcasmo] – Intendo dire che stavolta la lezione di “Superquark” te la faccio io: stammi a sentire.

Alice – Son tutta orecchi.

Bob [con aria sostenuta] – Sai, stavo riflettendo sullo scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale…

Alice [senza trattenere lo stupore] – Accidenti, mi hai lasciato davvero a bocca aperta! Cioè ti stai interessando alla causa ambientale? Cosa c’è sotto? Un progetto milionario nel campo energy?

Bob – Niente affatto! Tutto è nato da una discussione con alcuni genitori di compagni di classe di Zoe: come attività extra-scolastica hanno proposto una giornata di riflessione sulle tematiche ambientali. Cioè, invece di farli studiare gli fanno fare una giornata di riflessione. Per dissuaderli, e credevo di avere l’intera classe in pugno, ho detto loro che invece di riflettere bisognerebbe agire. Non l’avessi mai detto!

Alice [ridendo] – Perché?

Bob – Alcune mamme hanno proposto di aderire allo sciopero ambientale di quella tizia norvegese, o finlandese non ricordo…

Alice – Se alludi a Greta Thunberg è svedese…

Bob – Vabbe’ hai capito. Comunque io non sono d’accordo.

Alice – Ma se mi hai raccontato mille volte che marinavi la scuola “per andare in bisca”! [facendo il virgolettato con le dita].

Bob – Che c’entra? Qui si tratta di Zoe!

Alice [ghignando] – Capisco bene che non vuoi che diventi come te.

Bob [sbuffando] – Uff! In ogni caso un paio di altri papà erano del mio avviso e uno di loro mi ha spiegato perché questa storia dei ghiacci che si sciolgono è tutta una bufala!

Alice [sgranando gli occhi] – Questa me la devi spiegare.

Bob – A una che capisce di scienza come te sarà semplicissimo: ascolta.

Alice – Continuo ad essere tutta orecchi ma, prima di iniziare, non dirmi che il papà che ti ha raccontato questa storia è Chuck?

Bob – Come hai fatto a indovinarlo?

Alice – Quello è una bufala vivente, anche tua figlia saprebbe fargli debunking! Ma ti ricordi quando ti mandò un trojan via mail e tu mi hai chiesto di disinfettarti il laptop?

Bob [sarcastico] – Oh oh, vedo che anche tu vivi di pregiudizi…

Alice – Vorrà dire che la prossima volta il virus te lo fai togliere da lui!

Bob – Vabbe’ ma non divaghiamo. Chuck mi ha fatto notare una cosa semplicissima, sotto gli occhi di tutti e potremmo persino verificarla col mio drink, se non fosse che lo finirò prima.

Alice – Quale sarebbe questa cosa semplicissima?

Bob – Se prendi un cubetto di ghiaccio e lo lasci in un bicchiere d’acqua, a temperatura ambiente dico, quello dopo un po’ di scioglie, giusto?

Alice – Giusto… voglio proprio vedere dove vuoi andare a parare.

Bob – E il livello dell’acqua sale o scende?

Alice – Resta lo stesso!

Bob – Ahah! Lo vedi che ha ragione Chuck!

Alice – Niente affatto e te lo dimostrerò. Ma intanto, ti sei chiesto come mai il livello dell’acqua non sale quando il ghiaccio si scioglie?

Bob – Boh, me lo avrà pure spiegato ma io ho fatto la prova a casa con un bicchiere che ho lasciato la notte fuori dal frigo con un cubetto di ghiaccio dentro: ho segnato con un pennarello il livello dell’acqua e la mattina dopo era praticamente lo stesso, quasi meno!

Alice – Non c’era bisogno di fare l’esperimento, che comunque non prova niente, solo che funziona col tuo bicchiere: il punto è che il ghiaccio occupa un volume nell’acqua quando vi viene immerso, non resta nella superficie dell’acqua ma per buona parte vi si immerge, esattamente come gli iceberg.

Bob – Uhm…

Alice – E, per il principio di Archimede, un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del liquido spostato. Quindi un materiale meno denso dell’acqua galleggia e uno più denso affonda: la densità è il rapporto fra la massa e il volume di un corpo ed è tanto più grande quanto più è il peso cui il corpo è soggetto a parità di volume. Per esempio un chilo di ferro sta in un volume più piccolo di un chilo di piume, ma naturalmente pesano uguale.

Bob – Quindi se ho un metro cubo di ferro e un metro cubo di piume occupano lo stesso spazio ma il primo pesa molto di più del secondo, per questo il primo affonda e il secondo galleggia?

Alice – Esatto! La spinta che ricevono è la stessa, perché entrambi spostano un metro cubo d’acqua, ma in un caso questa spinta non riesce a bilanciare il peso del corpo, nell’altro sì… Ma se hai capito questo principio perché dai ancora retta ai vaniloqui di Chuck?

Bob – Perché ha ragione! Lo vedi che allora tutta questa storia dell’innalzamento delle acque dei mari è una bufala?

Alice – Intanto avevi detto che la storia dello scioglimento dei ghiacci lo è, mentre è provato che si sciolgono…

Bob – Vabbe’ ma in ogni caso non è lo scioglimento dei ghiacci che fa innalzare il livello dei mari!

Alice – Perché tu e Chuck guardate ai ghiacci sbagliati!

Bob [con apprensione] – Cioè?

Alice – Non sono i ghiacci sul mare a causare l’innalzamento delle acque ma quelli sulla terra! Pensa ai ghiacciai sulle montagne e all’Antartide, che è un continente ricoperto per intero da uno strato di ghiaccio di un chilometro e mezzo di spessore!

Bob [sorpreso e deluso] – Non ci avevo pensato…

Alice – Magari puoi dirlo a Chuck, ma dubito che lo convinceresti.

Bob – Ne dubito anche io. Vabbe’, ora provvedo a non fare innalzare il livello, anzi a farlo scendere.

Alice [interessata] – Il livello di cosa?

Bob – Del Cuba libre nel mio bicchiere!

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Paolo Caressa
Dopo aver conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in matematica si è occupato per qualche anno di ricerca pura e docenze universitarie (facoltà di Ingegneria) per poi passare al mondo dell’industria, prima come consulente IT, poi come quantitative analyst nel campo della finanza e del risk management, per tornare infine al mondo IT come project manager, business analyst, consulente su metodologie, tecnologie, innovazione e formazione. Ha pubblicato due libri di storia della matematica (AlphaTest), un testo universitario di matematica (UAM) e diversi articoli scientifici, divulgativi e didattici su riviste di vario tipo. Tiene conferenze su argomenti fra matematica, IT e data science. Si occupa anche di formazione ed educazione, tenendo corsi sia in ambito professionale che come docente a contratto presso la facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza”.

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