Il male dei mali

Anni fa ebbi l’occasione di vedere questo video di Julio Velasco, allora allenatore della nazionale italiana di pallavolo. Mi colpì profondamente. Se non l’aveste già fatto, vi invito a vederlo (dura soltanto otto minuti). Ricordate che nella pallavolo ci sono tre ruoli: i ricevitori (coloro che ricevono la palla battuta degli avversari), gli alzatori (che alzano la palla per la schiacciata) e gli schiacciatori (che cercano di schiacciare con la massima forza la palla nel campo avversario). Ricordate anche che quando lui allenava la nazionale italiana vincemmo quasi tutto, spesso battendo la nazionale russa (allora considerata fortissima). Sono piccole informazioni da tenere a mente per comprendere al meglio quello che dice.

Ripensando a tanti interventi e commenti sull’innovazione, nel pubblico come nel privato, trovo che quanto illustra Velasco, la cultura degli alibi, sia il principale problema che viviamo nel nostro Paese.

Dice Velasco:

Io non accetto che un giocatore mi dica che il problema è… e questo qualcosa non ha a che fare anche con se stesso.

E poi:

Palleggiatori che alzano con la palla perfetta ne trovo ventimila. Voglio vedere se ne trovo uno che alza anche con le palle brutte. Tu sei bravo se correggi l’errore della ricezione. Se no, non sei bravo.

Ora provate a ripensare a quello che troppo spesso si dice e vede sia nel pubblico che nel privato e… vedrete quanta ragione ha Velasco.

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