Ventuno consigli non richiesti per il 2021

Per un 2021 all'insegna di innovazione e sostenibilità: 21 consigli di Massimo Canducci

1)Non innamoratevi della tecnologia, quel che conta è l’impatto

In qualunque iniziativa di innovazione non è importante quali e quante siano le tecnologie che si utilizzano, quel che conta è l’impatto, cioè la quantità di miglioramento che la nostra iniziativa di innovazione porta nel mondo. Spesso siamo abituati a pensare che innovazione sia sinonimo di tecnologia, ma questa è una visione parziale dovuta al fatto che la tecnologia è uno straordinario abilitatore. È però importante non perdere di vista l’obiettivo finale del processo di innovazione: il valore che siamo in grado di generare per la nostra organizzazione e per la collettività.

2)Non c’è innovazione senza sostenibilità

Concentrarsi unicamente sugli aspetti economici dell’innovazione è un approccio estremamente limitato e davvero poco innovativo. La componente economica è soltanto uno degli aspetti su cui si può incidere attraverso un’iniziativa di innovazione, altrettanto importanti sono gli aspetti ambientali e gli aspetti sociali. Le aziende e le organizzazioni dovrebbero assicurarsi di avere un impatto sociale ed ambientale positivo, esattamente come si preoccupano di avere un buon conto economico.

3)Rendete pubblico il vostro modello di sostenibilità

Le aziende e le organizzazioni dovrebbero dotarsi di strumenti trasparenti per misurare la sostenibilità delle proprie iniziative di business, in modo che i clienti possano utilizzare anche questo criterio per decidere dove acquistare i propri prodotti e servizi.

4)Non applicate tecnologia nuova a processi vecchi

L’utilizzo di tecnologie abilitanti può generare enorme efficienza nei processi produttivi delle aziende. Se questo utilizzo però si realizza unicamente applicando tecnologia nuova a processi vecchi si perde gran parte del beneficio che si potrebbe avere e in alcuni casi si potrebbe addirittura perdere un po’ di efficienza.
Quello che serve, invece, è una completa strategia di trasformazione digitale che consenta di ripensare i processi completamente e di renderli migliori e più efficienti anche grazie all’utilizzo della tecnologia.
Affidatevi a professionisti esperti e a system integrator consolidati.

5)Non dite mai e poi mai queste frasi

“Abbiamo sempre fatto così”.
“Abbiamo innovato una volta, ma non ha funzionato, l’innovazione non fa per noi”.
“Non abbiamo mai innovato niente, l’innovazione non fa per noi”.
“Siamo troppo occupati per innovare”.

6)Imparate il concetto di esponenziale legato alle tecnologie

Le tecnologie abilitanti più comuni come per esempio IoT, intelligenza artificiale, blockchain, cloud, realtà estesa, vengono anche dette “tecnologie esponenziali” per via della particolare crescita riferita alle loro potenzialità di impatto. Hanno infatti una crescita che segue un andamento di tipo esponenziale e questo fa sì che sia molto facile sottostimare i loro impatti futuri nelle organizzazioni. Comprendere meglio questi meccanismi è quindi fondamentale per vedere con più chiarezza tali implicazioni future.

7)Lavorate per la democratizzazione delle vostre soluzioni tecnologiche

Una delle caratteristiche comuni a tutte le tecnologie esponenziali è il rispetto del paradigma delle 6D: Digitized, Deceptive, Disruptive, Demonetized, Democratized.
Di queste ci interessa l’ultima D: Democratized.
Una tecnologia diventa “democratica” quando essa ed il suo impatto sulla società diventano sempre più diffusi ed accessibili a porzioni sempre più grandi della popolazione.
Inutile lavorare su un impatto locale quando si può determinare un impatto globale, migliorare sensibilmente il proprio business e migliorare la vita delle persone.

8)Scoprite dove sono i dati nella vostra organizzazione e usateli per il vostro business

Molto spesso nelle organizzazioni sono presenti flussi di dati che vengono trascurati: dati provenienti da sensori in stabilimento, raccolti attraverso i CRM o i social, collezionati dagli operatori sul campo. L’utilizzo corretto di questi dati e la correlazione tra questi possono generare nuovi modi di pensare il proprio business, risolvere problemi e portare nuovo valore. Il dato non deve mai essere trascurato.

9)Il vostro business non è il vostro business, il vostro business è il business del vostro cliente

Agite per fare in modo che il vostro cliente possa migliorare il suo business anche grazie alla vostra professionalità, alla vostra conoscenza del dominio, al vostro modo di trovare soluzioni.
Attivate iniziative di co-design dell’innovazione nelle quali, mettendo insieme specificità e professionalità, si possano costruire insieme nuove iniziative di business.
Ne trarrete vantaggio entrambi e la vostra relazione passerà da quella classica cliente-fornitore ad una più moderna e proficua relazione di partnership.

10)Costruite ecosistemi nella vostra organizzazione

Uno degli aspetti più critici di molte organizzazioni è la difficoltà di far parlare tra loro le diverse anime che la compongono, di individuare obiettivi comuni che siano superiori ai singoli obiettivi individuali, di favorire lo scambio di esperienza e conoscenza. Gli ecosistemi interni sono un ambiente ideale per rompere gli schemi, individuare nuovi canali di comunicazione e favorire l’identificazione di obiettivi comuni.
Insieme si innova meglio.

11)Costruite ecosistemi all’esterno della vostra organizzazione

Nessuno sa fare tutto. Qualunque dimensione abbia la vostra organizzazione è certo che là fuori ci sia qualcuno più esperto nel fare alcune attività specialistiche.
Realizzare un ecosistema includendo partner specializzati nelle attività verticali consente di costruire iniziative di innovazione migliori perché concepite con punti di vista, esperienze e competenze differenti Questo ha vantaggi consistenti per tutti e consente di produrre un valore complessivo superiore alla somma delle parti.

12)Valorizzate i giovani nella vostra organizzazione

Dare spazio a giovani brillanti e motivati è una delle caratteristiche delle organizzazioni di successo. Questo non significa mettere da parte le persone con più esperienza, significa invece riuscire a trarre il massimo del valore dal fatto di mescolare le conoscenze e le competenze anche tra generazioni diverse, saper gettare il cuore oltre l’ostacolo con maturità.

13)Attivate la creatività

Non tutti sono nativamente dei geni creativi, ma tutti possono trarre enormi vantaggi dall’applicazione di tecniche dedicate alla creatività. Se mettete 20 persone in una stanza con le tecniche giuste e con un buon facilitatore, alla fine della giornata avrete 400 idee, di cui 300 da scartare, 30 su cui sarà necessario un ulteriore approfondimento, 40 da realizzare in futuro e 30 su cui si può lavorare subito per migliorare prodotti, servizi e modelli di business della vostra organizzazione.

14)Fate nascere le idee dal basso

Inutile pensare che esista una élite di pochi pensatori in grado di concepire ad attivare nuove iniziative di innovazione in un’organizzazione. Spesso le migliori idee arrivano da altre zone dell’organizzazione, da persone che, per vari motivi, non hanno avuto in precedenza la possibilità di esprimersi.
Fornire loro nuove modalità, strutturate o libere, per la nascita, la valutazione e la crescita di nuove idee porterà enormi vantaggi all’organizzazione e farà emergere nuovi talenti.

15)Non tentate di fermare l’innovazione

È inutile, si perde solo tempo e si sprecano inutilmente energie.
Può succedere che non vi accorgiate di un nuovo trend che potrebbe avere impatti futuri sul vostro business, in questo caso nella vostra organizzazione manca chi possa individuarvi con anticipo e possa mettervi nelle condizioni di gestire al meglio i trend che arriveranno.
Quello che non deve assolutamente accadere è che vi rendiate conto che un nuovo fenomeno sta arrivando, che avrà un impatto sulla vostra organizzazione e che consapevolmente decidiate di non occuparvene o, ancora peggio, decidiate di tentare di fermarlo.
La letteratura è piena di aziende che hanno scelto di far finta che l’innovazione proveniente dall’esterno potesse essere poco rilevante o che potesse essere fermata.
Solitamente non sono storie a lieto fine.

16)Siate preparati

Le organizzazioni che hanno risposto meglio alla pandemia sono quelle che già in precedenza utilizzavano le tecnologie digitali come strumenti fondamentali per la propria operatività.
Le aziende già abituate al remote working o allo smart working hanno potuto mantenere l’operatività, talvolta in modo completo.
Gli insegnanti che in precedenza utilizzavano piattaforme digitali come strumenti didattici, il cloud per il deposito dei materiali, le email e la messaggistica per la comunicazione, il web per il recupero di informazioni da fonti autorevoli, sono quelli che hanno fatto meno fatica ad adattarsi alla didattica a distanza.
I punti vendita fisici che già utilizzavano un e-commerce e un servizio per le consegne sono quelli che hanno reagito meglio.
Essere preparati è fondamentale, la tecnologia è uno straordinario abilitatore.

17)Viaggiate solo quando è necessario

Ormai dovreste aver capito che alcune di quelle riunioni fisiche che in passato dovevano assolutamente ed inderogabilmente essere svolte di persona, in fin dei conti si possono svolgere anche in videoconferenza.
Certo questo non vale per la totalità dei meeting di lavoro, ma se ci pensate bene vi accorgerete che quelli per cui la presenza fisica è davvero necessaria, alla fine sono davvero pochi.
Viaggiare meno significa avere più tempo da dedicare ad altre attività lavorative, a sé stessi ed alla propria famiglia, ma significa anche avere costi più bassi e contribuire ad avere un impatto positivo sull’ambiente.

18)Non partecipate ai “manels”

La parola “manels” indica quelle conferenze, convegni, tavole rotonde in cui la totalità degli speaker è di genere maschile.
Se l’organizzatore dell’evento seleziona soltanto uomini tra i partecipanti, probabilmente non ha fatto un buon lavoro di selezione, questo va anche a discapito vostro, sia che siate speaker sia che facciate parte del pubblico.
In passato, per disattenzione, mi è capitato di partecipare a qualche evento di questo genere. Non accadrà più. Fatelo anche voi.

19)Aiutate le piccole realtà innovative e sostenibili a crescere

Esistono molte piccole realtà o startup che potrebbero aver bisogno di un aiuto consulenziale pro-bono per indirizzare correttamente il loro modello business.
Trovate un po’ di tempo.
A che servono tutti gli sbagli che avete fatto in passato se non potete aiutare qualcun altro a non compierli?

20)Studiate e leggete. Tanto

Lo so, il tempo è sempre troppo poco, ma un professionista che non studia con costanza è come un’azienda che non innova.
E voi sapete benissimo cosa succede alle aziende che non innovano.

21)Ricordate che

Se non state costruendo un mondo migliore, allora non state innovando per niente.

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Massimo Canducci
Chief Innovation Officer del Gruppo Engineering. Si occupa di IT e Innovazione dal 1990, lavora su tematiche di innovazione, nella ricerca, nella consulenza e nella formazione specializzata. È keynote speaker in conferenze nazionali ed internazionali sui temi dell’Innovazione, della Digital Transformation, dell‘Innovation Management e del Futuro. È professore all'Executive MBA Ticinensis, inoltre insegna Innovation Management all’Università di Torino e Consultancy and Soft Skills al MIBE dell’Università di Pavia, fa inoltre parte del Comitato di Indirizzo della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze. Partecipa a numerosi gruppi di lavoro internazionali che operano sui temi di Innovazione Industriale, di Blockchain e DLT, di Intelligenza Artificiale e di Gestione dei Processi di Innovazione, a livello italiano (UNI), europeo (CEN) e mondiale (ISO e Nazioni Unite).

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