L’FBI vuole sbirciare nei social network site?

L’US Federal Bureau of Investigation (FBI) sembra intenzionata a sviluppare un’applicazione in grado di analizzare i messaggi postati sui social network ed individuare e “predire” comportamenti criminali, quali terrorismo e disordini pubblici.

L’agenzia federale statunitense ha pubblicato sul proprio sito web una richiesta per documenti informativi sulla possibile realizzazione di una simile applicazione. La richiesta non parla di sviluppo, ma soltanto di ricerca di mercato. Le caratteriste (come si vede molto specifiche)  indicate per l’applicazione fanno pensare, però, alla possibile intenzione di realizzare concretamente del software.

L’applicazione, oltre alla funzione base di ricercare i social network per parole chiave ed allertare gli agenti in caso di possibili minacce deve, ad esempio, riuscire  a fornire immagini geolocalizzate in grado di favorire le operazioni e la localizzazione di mal intenzionati, seguendone i movimenti e individuando “possibili debolezze” di questi. Gli agenti dovrebbero, inoltre, essere in grado di visualizzare tutte le informazioni, presenti e passate, su mappe “a più livelli”.

Un portavoce dell’FBI, l’agente speciale Ann Toddc, rispondendo alle crescenti critiche suscitate dall’ipotesi di realizzazione concreta di un simile applicativo software, ha dichiarato a Pcmag che verranno rispettate tutte le norme vigenti relative alla privacy e che al momento l’FBI ha soltanto pubblicato una richiesta di informazione per capire, a scopi di pianificazione e ricerca di marketing, se l’industria IT è in grado di creare un simile strumento software. La richiesta di informazioni “non mirava a sollecitare progetti e nessuna proposta sarà accettata come offerta ufficiale per un contratto“. L’applicazione, inoltre, secondo il portavoce dell’agenzia federale userebbe soltanto dati già disponibili in rete e pubblici, non privati; e “non si focalizzerebbe su specifiche persone o gruppi protetti, ma su parole collegate ad ‘eventi’ e ‘crisi’, e attività che violano le leggi federali o minacciano la sicurezza nazionale“.

Le rassicurazioni del portavoce però non rassicurano proprio tutti. L’interesse per una simile applicazione potrebbe suscitare ulteriori polemiche tra l’agenzia statunitense e gli attivisti del The Pirate Party of Catalonia, già intenzionati a denunciare l’FBI per i danni subiti dagli utenti che usavano i servizi di Megaupload in maniera legale e che dopo la chiusura del sito non possono più accedere ai propri documenti.

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