Vacanze, tempo di libri e ripasso

Da che mondo è mondo, le vacanze non sono tali se non si parte armati di buoni propositi, che – nel mio caso – significano la lettura di diversi raccolti nel corso degli ultimi 12 mesi.

Premetto, sono un secchione, e non perdo occasione per leggere legati alla mia professione, per cui molti troveranno l’elenco che segue piuttosto noioso. E se questo non bastasse, aggiungo che tutti i testi sono in lingua inglese.

Quest’anno, ho deciso di approfondire la conoscenza di Microsoft, per cui sono partito da un libro citato più volte da Satya Nadella nelle interviste: “Mindset: How You Can Fulfil Your Potential”, di Carol Dweck.

Ho aggiunto un libro uscito da poco più di un anno: “All I Really Need to Know in Business I Learned at Microsoft: Insider Strategies to Help You Succeed”, di Julie Weed, che ha lavorato per anni a Redmond.

E per finire, ho ripreso in mano un libro che avevo già letto, e che parla del procedimento intentato dal Governo degli Stati Uniti e da 12 Stati Federali contro Microsoft, per la posizione di monopolio detenuta dall’azienda con Windows e Office: “World War 3.0: Microsoft, the US Government, and the Battle for the New Economy”, di Ken Auletta.

Poi, un ripasso delle regole di public speaking, sulla base di un classico come “The Art of Public Speaking” di Dale Carnegie and J. Berg Esenwein, che è possibile scaricare in diversi formati da Project Gutenberg, e di un manualetto scritto in modo specifico per imparare a proporre, preparare e presentare un talk a una conferenza: “Propose, Prepare, Present” di Alistair Croll, scritto per O’Reilly (e disponibile gratuitamente, previa registrazione, dal sito).

Naturalmente, l’elenco non sarebbe completo se non ci fosse anche un testo un po’ più leggero, si fa per dire, sulla programmazione del proprio pensiero per raggiungere una maggiore efficienza ed elasticità mentale in poco tempo: “Mind Hacking, How to Change Your Mind for Good in 21 Days”, di John Hargrave, che è possibile scaricare da GitBook.

I compiti per le vacanze, però, servono anche ad affrontare le sfide dell’autunno, che si prospettano più interessanti che mai, soprattutto nell’area delle migrazioni a LibreOffice e Open Document Format, che sembra aver ritrovato una nuova giovinezza sulla base delle decisioni di Regno Unito, Francia e Svezia, che riaffermano – se mai fosse stato necessario – che si tratta dell’unico formato standard e aperto esistente.

Quindi, rileggerò – e se possibile tradurrò in italiano (ma su questo non ci contate troppo) – alcuni documenti pubblicati dal Cabinet Office UK, e in particolare:

  1. An introduction to Open Document Format (ODF), disponibile online.
  2. Open Document Format (ODF): guidance for UK government, anche questo disponibile online.

Infine, rileggerò con attenzione la ricerca della London School of Economics: “Total cost of ownership of software: a report for the UK Cabinet Office supported by OpenForum Europe”, di Maha Shaikh e Tony Cornford, che si può scaricare dal sito dell’istituzione.

Si tratta di un fondamentale soprattutto sotto l’aspetto metodologico, in un settore dove ci sono troppi ricercatori improvvisati disposti a individuare non tanto la metodologia migliore quanto quella che fornisce i risultati attesi dai propri clienti (che poi non sono altro che le aziende di information technology). Ma su questo specifico punto tornerò con uno dei prossimi articoli.

Buone vacanze a tutti.

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