Turismo, sostenibilità e digitale: il punto di vista degli italiani nella ricerca della Fondazione per la Sostenibilità Digitale

Il turismo, per la sua rilevanza globale, è fortemente collegato al concetto di sostenibilità, in tutte le sue dimensioni. Oggi, il digitale offre al turista gli strumenti utili per scelte più consapevoli, aiutando potenzialmente anche le destinazioni meno conosciute: ma quanto gli italiani conoscono e utilizzano tali strumenti? Quanto sono consapevoli delle loro potenzialità?

Immagine distribuita da Pixabay

Oramai è chiaro: non si può parlare di turismo senza porre uno sguardo attento verso gli aspetti di sostenibilità, così come risulta difficile affrontare il tema della sostenibilità non considerando un fenomeno di rilevanza globale come quello del turismo. Insomma, sono due elementi fra loro fortemente collegati, con il turismo a svolgere un ruolo di grande importanza nella direzione di un concreto sviluppo sostenibile.

Questo è evidente non soltanto per la necessità di preservare l’equilibrio sociale e ambientale dei territori interessati dall’ormai noto fenomeno dell’Overtourism, ma anche perché quello del turismo è, ovviamente, un settore rilevante dal punto di vista economico: in questo senso, se la scelta di viaggio dei turisti ricadesse in misura maggiore, invece che su quei territori oramai sovraffollati, anche su altri meno conosciuti e al di fuori della “mappa” turistica, e ci fossero degli strumenti in grado di segnalarli e valorizzarli, i vantaggi per la sostenibilità sarebbero evidenti su tutti i fronti.

Ma gli strumenti ci sono, e tra questi c’è sicuramente il digitale: infatti, al fianco dei siti e delle applicazioni, ad esempio, per la prenotazione online di ristoranti o alberghi, ce ne sono altri che rispondono allo stesso obiettivo, dando importanza primaria agli aspetti di sostenibilità. Quanto, però, questi servizi e strumenti sono conosciuti, e utilizzati, dagli italiani? E quanto sono consapevoli delle loro potenzialità?

Turismo Sostenibile, gli strumenti digitali ci sono: gli italiani li utilizzano?

Più di tre quarti degli italiani (78,1%) si dichiarano utilizzatori dei servizi dedicati ad acquisti e turismo – come siti ed app di e-commerce, strumenti di prenotazione di viaggi e soggiorni e via dicendo –, contro un 18,4% che li conosce ma non li utilizza e di un solo 3,5% che, invece, non li conosce affatto. Una percentuale quindi molto elevata di fruitori, quella evidenziata dai dati della ricerca della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, dedicata ad indagare la percezione degli italiani rispetti ai temi della sostenibilità digitale.

Per i servizi dedicati, in questo ambito, alla sostenibilità, la quota di utilizzatori è poco più del 40%, suddivisa tra coloro che ne fanno un utilizzo regolare (16,3%) e chi ne fa invece un raro utilizzo (25,9%)

Nonostante ciò, spostando il focus verso quei servizi dedicati invece, in questo ambito, alla sostenibilità – applicazioni di prenotazione online di ristoranti e alberghi che danno importanza alla sostenibilità – il discorso appare da subito molto diverso: infatti, la quota di utilizzatori scende a poco più del 40%, suddivisa tra coloro che ne fanno un utilizzo regolare (16,3%) e chi ne fa invece un raro utilizzo (25,9%), con percentuali di conseguenza molto più alte tra chi conosce questi servizi ma non li utilizza (35,4%) e chi non li conosce (22,5%).

Nel complesso, quindi, si può dire che gli strumenti digitali per guardare al turismo in un’ottica più sostenibile ci sono, ma non sono adeguatamente sfruttati dagli italiani. Utilizzo di questi strumenti che, stando ai dati della ricerca, sembra essere anche collegato alle competenze digitali dichiarate dagli intervistati: infatti, se chi li utilizza regolarmente e raramente ha una competenza digitale prevalentemente alta – rispettivamente 22,8% e 35,2% -, al contrario chi li conosce ma non ne fa uso dichiara di avere basse competenze digitali (70%).

D’altra parte, però, non è solo il livello di competenza sul digitale ad influire sull’utilizzo o sul non utilizzo di questi strumenti, ma anche la visione e la percezione – in termini di opportunità o minaccia – che gli intervistati dichiarano di avere nei confronti della tecnologia stessa. In questo senso, chi fa un utilizzo regolare di questi strumenti orientati alla sostenibilità vede prevalentemente la tecnologia come un’opportunità (21,6%), mentre chi ne fa un uso non regolare e chi li conosce ma non li utilizza la vede principalmente come una minaccia, rispettivamente al 37,8% e 48,9%.

Turismo, digitale e sostenibilità ambientale

Chi utilizza regolarmente i servizi per il turismo con attenzione alla sostenibilità sceglie l’ambiente come concetto prioritario (24,2%), rispetto al modello economico di sviluppo e al benessere e qualità della vita delle persone

Chi utilizza regolarmente i servizi per il turismo con attenzione alla sostenibilità, inoltre, sceglie l’ambiente come concetto prioritario (24,2%), rispetto al modello economico di sviluppo e al benessere e qualità della vita delle persone. Un dato, questo, che trova riscontro nel momento in cui viene messo in relazione alla posizione degli intervistati rispetto ad alcuni dei problemi più urgenti collegati all’ambiente, ossia quelli del cambiamento climatico e dell’inquinamento: infatti, chi ne fa un uso regolare considera entrambi i problemi come prevalentemente prioritari (22,9%).

Diversamente, i concetti prioritari degli intervistati cambiano al cambiare della frequenza di utilizzo di questi servizi. Chi li utilizza senza regolarità sceglie infatti prevalentemente come prioritario il modello economico e di sviluppo (39,4%), mentre chi li conosce ma non li usa fa una terza scelta, considerando prioritario il benessere e la qualità della vita delle persone (50%). Tuttavia, è mettendo in relazione chi utilizza raramente e chi non utilizza questi servizi con la posizione espressa verso i problemi del cambiamento climatico e dell’inquinamento, che emerge un dato interessante: infatti, se chi conosce ma non usa questi servizi considera comunque i due problemi come prevalentemente prioritari (46%), chi ne fa un uso non regolare li considera invece come prevalentemente secondari (41,3%). In sostanza, nonostante l’orientamento verso la sostenibilità di questi servizi, chi li utilizza – seppur non regolarmente – considera i problemi che contribuiscono a mitigare come secondari, al contrario di chi non li utilizza affatto, che ne riconosce invece l’importanza e la priorità.

Un dato che stupisce, ovviamente, considerando la natura di questi servizi. Ma non solo: stupisce anche in relazione al fatto che l’83,7% degli intervistati si è comunque dichiarato abbastanza o molto d’accordo rispetto all’utilità delle tecnologie digitali per contrastare il fenomeno del sovraffollamento turistico, e il 92,7% rispetto alla possibilità che le tecnologie abilitano di gestire le fasi del viaggio con maggiore consapevolezza e rispetto per la meta. Due temi, questi, collegati strettamente – anche – alla sostenibilità ambientale del turismo.

Il digitale come opportunità o minaccia?

Come detto, però, il ruolo del digitale per un turismo più sostenibile non si limita alla sola dimensione ambientale. Un tema di particolare interesse in questo ambito è infatti il contributo che i servizi digitali per il turismo – come le applicazioni di prenotazione online – possono garantire, oltre che ai turisti, anche agli operatori più piccoli e alle destinazioni, soprattutto quelle meno conosciute, in termini di maggiori opportunità: in questo contesto, secondo gli italiani, il digitale può rappresentare un vantaggio, oppure rischia di accentuare le distanze?

Su questo punto, i dati della ricerca evidenziano una posizione non definita da parte degli intervistati. Infatti, se per l’89,7% queste applicazioni consentono di scoprire mete alternative al di fuori delle destinazioni ordinarie, supportando quindi anche gli operatori più piccoli, allo stesso tempo, per l’82,3% esse concentrano l’attenzione del turista sui luoghi più popolari, andando a favorire gli operatori più grandi e famosi e le località più note.

In un mondo immerso nei dati riuscire a estrapolarli per filtrare le esperienze in funzione delle attese del viaggiatore sarà una importante sfida in ottica sostenibile

È nata prima la destinazione popolare per il digitale o il digitale fa diventare popolare una destinazione? Il punto è proprio nel trovare l’equilibrio tra strumenti per intercettare un mercato senza farlo popolare di flussi ingestibili“, commenta Gianluigi Tiddia, responsabile del canale sul Turismo Sostenibile di Tech Economy 2030. “Il digitale può essere uno strumento eccellente per scegliere a monte una destinazione sostenibile (non solo per l’affollamento ma anche per parametri utili alla scelta) ma anche durante l’esperienza stessa (aspetto sottovalutato).

Riuscire infatti a vivere una vacanza “surfando” la destinazione senza finire nelle secche del sovraffollamento, ma soprattutto ricercando secondo le proprie attese l’onda dell’esperienza perfetta, è l’obbiettivo ideale.

E in un mondo immerso nei dati riuscire a estrapolarli per filtrare le esperienze in funzione delle attese del viaggiatore sarà una importante sfida in ottica sostenibile”.

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